Ciao, siamo Flavia, Mattia e Pina

CHI SIAMO

Ripartire da zero, lasciare tutto. Chi non ci ha mai pensato almeno una volta nella vita? Chi non ha mai pensato di lasciare un lavoro a contratto a tempo indeterminato, trasferirsi e finalmente seguire quel sogno nel cassetto costudito per tanti anni?

Ed eccoci qui: Flavia, Mattia, Pina e Dino.

Io laureata in economia e commercio, impiegata in un’azienda, e Mattia laureato in educatore sociale, imprenditore di un’azienda di pulizie ereditata dal padre.

E’ sempre stato il nostro sogno: vivere in montagna…

Io avevo tutto ciò che una donna potesse desiderare:

un marito premuroso e paziente, un buon lavoro da impiegata, un contratto a tempo indeterminato, dei colleghi molto simpatici, un orario che mi permetteva di non fare tardi la sera.

I genitori, i parenti, gli amici, i negozi, il supermercato, l’azienda erano tutti nelle vicinanze di casa. Cosa potevo aspirare di più?

L’insofferenza nei confronti della routine quotidiana, dell’indifferenza di molti nei confronti di temi per me e Mattia fondamentali come l’ambiente e la salute diventavano sempre più forti.

La fretta iniziava a spaventarmi.

Così abbiamo cominciato a guardare gli annunci immobiliari.

Mattia è partito subito in quarta, voleva andare in una di quelle baite disperse nel nulla a 2000 metri di altezza.

Io invece, che sono una pigra, volevo tutto sotto casa, tutto a portata di mano.

Abbiamo impiegato 2 anni prima di trovare la soluzione che potesse soddisfare entrambi. Ma ce l’abbiamo fatta!

Mentre eravamo in vacanza, Mattia vede il maso Moretto in vendita su internet: bellissimo, in muratura, indipendente, su 3 piani, in mezzo al bosco, in montagna, a 900 metri di altezza e a pochi passi dal paese Pieve Tesino.

Lo andiamo a vedere ed è amore a prima vista.

Finalmente a giugno del 2019 il maso diventa di nostra proprietà.

inizialmente il maso era la nostra casa vacanze, il nostro rifugio dai ritmi frenetici e dal clima della città.

Ma giorno dopo giorno che trascorrevamo in quelle mura, ci martellavamo la testa con delle domande:

perché dobbiamo abbracciare lo stereotipo che impone questa società del “lavoro, guadagno, spendo”?

che senso ha lavorare come muli, mentre la vita scivola via nell’attesa di una pensione che forse non arriverà mai?

Non significa forse sopravvivere nell’attesa di morire?

Non c’è davvero alternativa a questa frustrazione, a questo senso di vuoto e di solitudine a cui tutti ci siamo sottoposti?

Ed ecco, il fatidico e tanto atteso giorno è arrivato: nel novembre 2020 ho detto addio al mio posto fisso per fare un salto nel buio. Ero convintissima della scelta, ma la paura c’era ed era veramente tanta.

Finalmente abbiamo coronato il nostro sogno di vivere in un ambiente più sano e a contatto con la natura e godere di noi stessi e delle relazioni con gli altri.

Questa presumo sia sì la felicità!

So che non sarà facile la vita qui, in montagna, e non sarà di certo una vacanza.

Ma quando penso che la nostra nuova vita sarà sdraiarsi la sera e ammirare un tappeto di stelle dalla finestra, riempire le caraffe di acqua del rubinetto, vedere panorami stupendi, sentire il “rumore” del Grigno che scorre, camminare nel verde avvolti dalla tranquillità e dal silenzio, incontrare caprioli, dormire con la copertina senza il freddo del climatizzatore che penetra nelle ossa, ammirare il fuoco per ore nelle sere d’inverno, svegliarsi con il cinguettio degli uccelli, fare quattro chiacchiere con il macellaio o con la fioraia senza la preoccupazione che qualcuno sbuffi in attesa del proprio turno, trovare in un piccolo market di paese tutto quello che cerchi, dall’elastico per mutande alla pinza prensile raccogli oggetti con calamita … posso dire con certezza che no, non tornerei mai indietro.

Sogni nel cassetto?

“Che mio marito Mattia riesca quanto prima a scalare marcia pure lui, faticando un po’ meno e abbracciando questa nuova avventura in tutto il suo splendore.”

Intanto attendiamo impazientemente questa nuova avventura che speriamo condividerete presto con noi.